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SANTUARIO DELLA MADONNA DELLA MALONGOLA

Fontanella Grazioli ospita un luogo di culto di estremo interesse storico e religioso: Il Santuario della Beata Vergine della Malongola.

 

La parte più antica del santuario, l'attuale abside, è stata costruita verso il 1200 dove è collocato il dipinto su due tavole in pioppo raffigurante una Madonna con bambino di origine bizantina.
 

Secondo la leggenda, durante il medioevo sul far della sera, un contadino dopo una bruciante giornata di lavoro sotto il sole cocente, spinge i buoi ad abbeverarsi al vicino guado, la Malongola appunto. Ed ecco il prodigio: le bestie si inginocchiano improvvisamente sulla riva del fosso. Assolutamente sorpreso, il contadino, con un bastone, ispeziona il corso d'acqua e scorge, appoggiato alla riva, il quadro della Madonna. Con uno spontaneo atto di devozione, il contadino raccoglie il quadro e si fa premura di portarlo al Parroco che, sentito il racconto del buon uomo, colloca il quadro nella chiesa parrocchiale.

La storia non finisce qui. Il giorno dopo, al termine del normale ciclo di lavoro, il contadino si porta nuovamente con i suoi buoi al guado per abbeverarli e ritrova il quadro della Madonna nello stesso posto. Ecco il prodigio! Ecco l'inizio di un'esperienza di religiosità popolare: il popolo interpreta questo segno come un perentorio desiderio di Maria di avere una cappella per il culto.


Di qui l'inizio del Santuario della Malongola: la venerazione della gente del borgo verso la Madonna fece si che l'edicola primitiva venisse allargata fino al compimento della costruzione del Santuario e della torre, che col passare dei secoli ha assunto notevole importanza religiosa. Durante la tristemente famosa peste manzoniana del 1630 la Malongola viene adibita a lazzaretto e le sue belle pareti affrescate sono state ricoperte di intonaco che ha nascosto e in parte rovinato le preziose pitture. Nel 1816 il Santuario è diventato nuovamente lazzaretto a causa di una nuova pestilenza. Nel 1822 la gente del luogo invoca l'intercessione della Madonna per porre fine ad un lungo periodo di siccità e carestia: dopo la processione con il quadro della Malongola cade una pioggia abbondante.
 

Successivamente il Santuario diviene meta di pellegrini che chiedono alla Vergine di prevenire mali e disagi. Nel 1836 il popolo non ha potuto esimersi da una nuova solenne festa di ringraziamento perché Fontanella era stata miracolosamente preservata da un'epidemia pestilenziale. Dopo questi avvenimenti, i pellegrini diventano numerosi e tutti i fedeli ancora oggi si recano a pregare per il bene che la Madonna infonde e per l'amore che concede sulla terra. Attualmente il Santuario è stato portato a nuova luce, grazie ai restauri messi in atto. Molti affreschi sono stati rimessi a nuovo. Sulle pareti si possono ammirare affreschi cinquecenteschi. Un affresco rappresenta la natività con S. Giuseppe e Maria inginocchiati in segno di devozione e, in lontananza, si può notare un albero singolare, probabilmente il "mas", la pianta che ogni prima domenica di maggio in occasione della festa della Madonna della Malongola viene offerto alla Vergine e innalzato sul sagrato della chiesa. L'abside inoltre è ricca di dipinti datati 1392 di rara bellezza artistica.


La festa patronale è, per ogni comunità cristiana, un' importante opportunità d'incontro e di rilancio di alcune importanti e caratteristiche tradizioni. Vorremmo invitarvi a prendere in considerazione la bellezza di alcune iniziative lasciate alla comunità dalle generazioni precedenti.

La prima riguarda il "mas" della Malongola. La tradizione vuole che i giovani del paese rubino nella notte un albero altissimo per farne dono simbolico alla "Madonna della Malongola". A Fontanella, dunque, nel pomeriggio del sabato precedente la prima domenica di maggio viene per così dire "rubata" la pianta dai "maggianti". L'albero è un pioppo, che si sceglie tra i più alti e dritti. Subito dopo il taglio vengono eliminati i rami ma si lascia la parte superiore della chioma. Appena giunta sul piazzale della chiesa la pianta viene scortecciata fin sotto la chioma residua, e poi collocata nella buca.


La seconda riguarda la "Benedizione degli automezzi" e dei mezzi di trasporto. 

Nel chiedere benedizione per i mezzi di trasporto si chiede a Dio di esserci vicino nei momenti del viaggio affinché si mantenga vivo nel cuore di chi si sposta un profondo senso di responsabilità finalizzato a salvaguardare l'integrità personale e quella di tutti coloro che camminano per le vie del mondo.


La terza tradizione riguarda la "Processione Mariana" attraverso le vie di Fontanella Grazioli. Il cammino processionale è un'antichissima forma di preghiera e di testimonianza: sulle strade noi camminiamo, ci sono le nostre case, passiamo per andare a guadagnare il pane quotidiano, si sviluppano le nostre vite..., per questo vorremmo che la Beata Vergine della Malongola ci insegnasse a camminare con il suo stile, con il suo slancio, con la sua gioia e la sua tenacia!

Vieni a Trovarci.

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